Le dieci domande del NAM: YariDG

6 settembre 2016 – Napoli Art Magazine www.napoliartmagazine.it
Leggi l’articolo di Giovanni

1. Racconta tutto dall’inizio, come e quando ti sei avvicinato all’arte?
In realtà non mi son mai “avvicinato” all’Arte. Come tutti i bambini ho sempre scarabocchiato, solo che crescendo non ho mai smesso e non credo che mai smetterò di farlo. Non ho mai fatto una scelta.

2. Parlaci di quanto tempo, della tua giornata, ti occorre per produrre arte; è il tuo lavoro?
Non definirei lavoro quella che poi è una filosofia di vita; non è mai stato facile ma dopo anni di sacrifici oggi riesco a vivere di ciò che faccio. Mi sveglio disegnando e mi addormento disegnando.

3. Ci racconti le tue esperienze in merito a mostre, fiere d’arte, esposizioni?
Ho partecipato a diverse esposizioni pubbliche e private, rassegne ed eventi fieristici ma non ho mai trovato in realtà il piacere di esporre se non fuori dagli addetti ai lavori, critici e galleristi, volti più ad un discorso puramente commerciale e materiale che di qualità.

4. Parlaci del tuo lavoro più significativo e cosa ti ha spinto a produrlo?
Ogni singola opera, di qualsiasi tecnica o tematica essa sia, non è mai fine a se stessa; l’opera di un autore è nella sua costante ricerca. Ho portato avanti negli anni tante ricerche, ma non ho mai stabilito un’attenzione particolare in un solo lavoro, sarebbe riduttivo.

5. A quale bisogno, non solo tuo, ma anche degli altri, pensi che risponda la tua arte?
Per me è sicuramente un bisogno di vita…lo è nella maniera più disinvolta poiché è la mia vita e gli occhi tramite cui osservare il mondo che mi circonda. Non sono certo che le mie osservazioni trascritte in opere figurative rispondano ai bisogni di chi le vede ma sono certo che la qualità quale frutto di ricerca espressiva e stilistica possa seriamente appagare l’occhio, e dunque la mente di chi guarda.

6. Per quale ragione pensi che il tuo lavoro debba interessare agli altri?
Appunto perché il mio non è un prodotto lavorativo volto ad una determinata clientela, bensì un linguaggio figurativo ricercato, esso puo’ interessare gli altri. La gente ha bisogno di fermarsi a respirare… pensare… riflettere… Osservare!

7. Cos’è l’arte per te?
Una disciplina artigianale molto vasta nonché la massima espressione del pensiero umano. In realtà non credo sia facile decifrarla, ed è nella sua ricerca il suo fascino.

8. Quale pensi debba essere il veicolo ideale per far conoscere il tuo lavoro?
Internet. Le gallerie con i soliti incravattati ormai non sono più così importanti nella visibilità; oggi tutti vivono connessi con dispositivi e social… se non fosse stato per internet non avrei raggiunto così tante persone.

9. Lavori con una galleria d’arte?
Ho collaborato in passato con varie gallerie e attualmente ne resto volentieri fuori! [smile] 

10. Che ne pensi del sistema dell’arte in Italia, o nel mondo?
Oggi come oggi credo si sia creato un sistema davvero confuso che ha semplicemente allontanato l’Arte dal popolo; non v’è più educazione nelle scuole, il mercato è totalmente impazzito, e chiunque può considerarsi artista nel senso volgare del termine.