2016 – Crunched 28 http://www.crunched.it

Ciao Yari e benvenuto tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Che giro ha fatto e di cosa si è nutrita la tua immaginazione prima di approdare tra carta e colori? 
Ciao, e grazie a voi per avermi invitato! 
Come dico sempre, in realtà non ho mai scelto di fare ciò che faccio, semplicemente non ho mai smesso di farlo. 
Sin da bambino l’unica cosa che ha nutrito la mia immaginazione è stata la Curiosità; cerco di comprendere ciò che mi circonda con il solo osservare e tento di trascrivere la mia ricerca con gli attrezzi del mestiere: le mie mani. 

I tuoi lavori si muovono dirompendo fra realismo estremo e immaginari surrealisti caricaturizzati. Non ci nascondono però un tuo amore per tutto ciò che è  classico, come neanche la tua curiosità e la voglia di sperimentare. Mi viene da pensare che hai troppo da dire e non puoi limitarti a un solo mezzo comunicativo. Ma anche che non vuoi rinchiuderti dentro uno stile.
Chiudersi in uno stile sarebbe un suicidio della creatività; ho sempre odiato chi pretende un unico stile senza anni di gavetta o chi dopo tanto ne rimane inglobato. 
Io non mi reputo pittore o illustratore o quant’altro, se non un creatore di immagini e forse davvero non mi basta una sola disciplina figurativa per raccontarmi ed è proprio questa ricerca tanto varia a mantenermi vivace creativamente. 

Sappiamo che sei diventato tatuatore. Ennesima forma di espressione artistica. Come ci sei arrivato, ti soddisfa o ti limita?
Oggi l’arte del tatuaggio si è affermata come una disciplina figurativa piuttosto seria e vivace. 
Cosi, dai disegni che facevo ad amici per farseli tatuare son passato direttamente a tatuarli, grazie ad una tattoo machine regalatami da un’amica. 
Oltre ad essere un ottimo lavoro artistico, è stata l’ennesima tecnica con la quale mi son rimesso in gioco, cercando di inglobare un ulteriore disciplina figurativa e condividendo con la gente la mia creatività ed è molto divertente! 

I tuoi lavori sono molto dettagliati, al limite dell’ umana visione. Non posso non menzionare la tua serie Mani, ad esempio.
Si, nella serie “Mani”, alla quale sono molto affezionato, ho messo tanta roba, tecnica, teoria, espressione accumulata in anni di studio. Spesso i miei lavori sono molto dettagliati, questo perchè amo i particolari, le sfumature sottili e profonde che fanno parte della vita e da osservatore il mio compito è proprio quello di spingere la gente a soffermarsi ad osservare, costringendola al dettaglio. 

Ora una domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni? 
Mi capita di accorgermi sempre tardi che un album che stavo ascoltando durante una pittura avesse smesso di suonare, ritrovandomi nel silenzio come se niente fosse. 
In realtà amo la musica per accompagnare i miei pensieri quotidiani, specie quando sono in macchina, ma proprio per questo quando dipingo ho bisogno per lo più di silenzio, lavorare senza condizionamenti se non i miei stessi pensieri. 

Progetti futuri? A cosa stai lavorando e cosa ti piacerebbe fare?
Nella vita si fanno tanti, forse troppi progetti che ci costringono ad organizzarci tempo ed energie in una realtà per me troppo frenetica; per questo, sopratutto in pittura, cerco di difendermi nel lasciarmi andare e seguire un percorso molto istintivo. 
Oggi, dopo tanta fatica, tra pittura, illustrazione, tatuaggio, e tanto altro, riesco a vivere con le mie passioni, per cui quale progetto migliore se non continuare a disegnare. Sempre.

Grazie Yari, alla prossima

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