PURE GOLD MAGAZINE – Jari Di Giampietro, aka YariDG: macabri, ironici e folli cartoon

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Un artista poliedrico che salta tranquillamente dalla pittura, all’illustrazione fino ad arrivare ai tatuaggi. Ho incontrato Jari Di Giampietro, aka Yaridg.

Tuffarmi nel mondo dell’arte contemporanea, mi dà la possibilità di conoscere da vicino le menti geniali di giovani artisti italiani. Scoprire come il disegno o la pittura possano essere forme di comunicazione così forti e dirette, mi stupisce e mi allieta ogni volta. Prendi gli zombie pop di Paolo Orlandi: espressione della società moderna, e ancora le donne curvy di Adry De Martino e l’accettazione di sè.

In questo viaggio nel mondo dell’arte, ogni singolo incontro, arricchisce le mie idee, mi rende sempre più aperta e consapevole. Così la mia voglia di continuare a “scovare” i talenti in circolazione, cresce sempre di più. Oggi presento Jari Di Giampietro aka Yaridg, realizza tutte le sue creazioni a mano, niente digitale o pc, si lascia trasportare dalle sue emozioni, reinterpretandole sotto forma di “strampalate”, bizzarre e fantastiche opere d’arte.

Le opere

  • Ciao Jari, per prima cosa voglio sapere quando e qual’è stato il momento esatto in cui hai capito che ciò che volevi fare nella tua vita era vivere disegnando?

Ciao, e grazie per avermi contattato ed apprezzare il mio lavoro. In realtà non ho mai fatto una scelta, non ho mai deciso che disegnare sarebbe stata la mia passione; ho sempre disegnato sin da piccolo senza aver mai smesso e credo che lo farò fin quando continuerò a respirare perchè è la mia natura, il mio modo di esprimermi e di percepire la realtà.

  • Le tue opere sono un mix di personaggi “burtoniani” pop e fumettistici. Chi o cosa ti ispira quando realizzi un artwork?

Tutto ciò che mi circonda; le persone, amici o sconosciuti che siano, le emozioni con le quali percepisco ed interpreto la vita; il mio lavoro si basa da sempre sull’ osservazione, cercando di vedere sempre oltre la realtà apparente.

  • Ti occupi di pittura, illustrazione, grafica e tattoo. Ma quale di queste preferisci in assoluto e perché?

Si, mi piace confrontarmi con diverse tecniche e discipline, mi diverte perchè mi mettono sempre alla prova e con ognuna di esse riesco ad esprimermi in mille sfaccettature. In sostanza sono diversi mezzi di comunicare un’ unica idea, che è quella di un linguaggio figurativo proprio; se dovessi sceglierne una che preferisco maggiormente, forse sceglierei la pittura, perché mi rende libero di creare in maniera solitaria e meditativa.

  • Qual’è stato il tuo lavoro su commissione più importante e soddisfacente?

Ho sempre odiato lavori su commissione, per lo più perchè soffocano l’idea di libertà della mia creazione; i migliori lavori, di fatto, sono stati quelli in cui sono stato libero di dipingere ciò che volevo io, grazie alla fiducia delle stesse persone che me ne chiedevano la commissione. Tra queste un paio di oli su tela della serie “Mani”, in particolar modo le opere “Red Hand” e “Iron Hand”.

  • Il tuo più grande sogno lavorativo?

Disegnare a vita!

  • 3 aggettivi per definire il tuo stile?

Ossessivo, bizzarro, meditativo.

Le idee

  • Il mercato italiano dell’arte. Cosa pensi? Pro e contro?

Cosa penso? Che sia un mercato folle, volto più al guadagno che al contenuto. Pseudo artisti improvvisati, mercanti e galleristi che fanno solo interessi economici in nome di un’arte che gli appartiene.

  • Hai trovato difficoltà per inserirti in questo settore? Se sì quali, e come le hai superate?

Non so se posso considerarmi “inserito” in un settore; cerco di vivere della mia arte, tra pittura, illustrazione e tatuaggio, tra pubblicazioni, premi ed esposizioni. Certo di difficoltà ce ne sono e ce ne saranno sempre. Il mio è un percorso ambiguo, incerto, senza nessuno che possa indirizzarti in un senso o in un altro, e bisogna farsi una gavetta bella tosta. L’importante è credere fermamente in ciò che si fa ed essere coerenti sempre.

  • Che consiglio daresti ad un giovane che vuole vivere di arte?

Eh eh… di essere consapevoli di tante difficoltà… ma lottare per un sogno ha un sapore che difficilmente può essere imitato.

  • Pensi che con l’era digitale sia cambiato qualcosa nel mondo dell’arte? Se sì, cosa?

Io non lavoro col digitale, sono un tradizionalista e sto bene così. Un po’ come leggere un libro piuttosto che un ebook per il sapore della carta. Credo che il digitale sia un nuovo mezzo di comunicazione come ce ne sono tanti altri, ma non un nuovo modo di osservare.

Emozioni e progetti

  • Emozioni. Le differenti sensazioni che provi quando realizzi un opera. Emozione dipinto su tela? Emozione illustrazione? Emozione Tatuaggio?

Di emozioni ce ne sono diverse; certo nell’illustrazione e nel tatuaggio mi diverto molto, creando immagini spesso bizzarre ed istintive, ma è nella pittura che le emozioni si fanno più complicate, contrastanti. C’è la paura di non riuscire più a creare, c’è l’ansia del processo creativo e la serenità arriva solo a lavoro ultimato, quando bisogna fermarsi a contemplare in silenzio il lavoro svolto che già si pensa al successivo. In sostanza una specie di venerazione all’Arte stessa.

  • Mi sveli un progetto imminente a cui stai lavorando?

Non posso svelare nulla perché in realtà ho troppe idee alle quali non riesco mai a stare dietro ed altre che dovranno vedere la luce tra qualche mese… l’attesa è un piacere!

  • Dove si possono guardare e anche acquistare le tue opere?

Ho da poco rinnovato il mio nuovissimo sito internet dove potete vedere i miei lavori e contattarmi, e che vi invito a visitare: yaridg.netA Presto!